La strage degli innocenti

Ultraprecise CPU
frutto di raffinate nanotecnologie
scandiscono i gesti
nelle città dei Titani.
Corrono motori supercatalitici
là dov’erano gli arbusti e le canne,
l’MP3 supplisce al canto degli uccelli
nella giornata scandita dai display.
E la notte disperde pulsioni
nella fibra di vetro,
quando si accendono i LED
e si spengono le stelle.
Così che in parabole e cavi, anziché in radure boschive,
si vorrebbe costringere l’orgia delle Menadi.
Ma quelle, negata la sacra danza,
la trasmutano ora in scomposta marcia,
il tirso sul ginepro è lasciato,
l’allegria trasformata in furore bestiale.
Timpani e tamburelli e flauti e nocche
non più estatiche movenze accompagnano
ma le oscene smorfie di quelle urlanti e digrignanti,
che traboccanti bava schiumosa, le artigliate dita protese
e lorde di sangue innocente, le vittime avvinghiano.
Squarciano pelli, fanno scempio di membra e di ossa
e roteando le pupille stravolte, prive del consueto senno,
agiscono gelidi orrori da terrifici mostri qual sono,
incuranti di gemiti e di grida

le tenere carni straziate lanciano al vento.
Intanto attorno volano droni.

 

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Cosa si può fare?

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Scappano
Si lasciano dietro una pioggia di stelle cadenti:
morti per guerra, per mali, per stenti.
Sono affidati a mani di pirati
che hanno preso loro denaro, fidanzate e sorelle,
contano sulle braccia e la speranza di salute,
serrano al petto i bimbi le loro donne,
al riparo nel buio come cuccioli di canguro,
perché aprano i loro guardi solo altrove
oltre la fuliggine di morte che li avvolge da sempre
oltre il silenzio profondo del deserto
oltre gli sguardi rapaci
oltre l’azzurro guado della speranza
che si perde nell’ultimo orizzonte.
Altrove.
Scappano, e il convoglio trascina con sé
tanta, ma tanta, sete di giustizia.
Ma i cittadini di Atlantide
oppongono fucili alla domanda di dignità.
Come tanti Edipo stuprano la Madre
e piuttosto che lasciarsi commuovere
hanno preferito strapparsi gli occhi.

 

REFERENDUM


referendum

 

Venti che soffiano
 

Sarebbe assurdo pensare al governo di un solo partito o al dominio di una sola classe. L’unità e la stretta collaborazione di tutte le forze democratiche e popolari dovranno essere l’asse della politica italiana; la base su cui verrà costruito un vero regime democratico, che distrugga le radici del fascismo e dia alla nazione delle garanzie serie contro ogni possibile ripetizione della tragica avventura ch’è costata all’Italia il suo benessere, la sua libertà, la sua indipendenza e il suo onore. Ma questo non vuol dire che nella vita del paese non debbano essere operate profonde riforme … la nuova democrazia italiana … con un ragionevole intervento dello Stato dovrà impedire che dei gruppi di plutocrati avidi ed egoisti  sfruttino il monopolio delle risorse del paese per asservire il popolo intero e gettare il paese nell’abisso di criminali avventure di guerra.

( dal discorso “L’Italia in guerra contro la Germania hitleriana” pronunciato a Mosca da Palmiro Togliatti il 26 novembre 1943)