Infiniti

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Infinitamente tremendo è pensare
che dal nulla vengo e al nulla andrò
che la coscienza di chi scrive ora
è semplice epifenomeno
di un universo in eterna evoluzione
dove niente è durevole
e tutto è destinato a macerarsi
e a disperdersi in miriadi di rivoli
senza più memoria alcuna.
E se qualcosa durevole appare,
come la vita nel suo insieme,
lo è solo perché schemi si ripetono,
come un’antica commedia
ma recitata da attori sempre diversi.
Ma infinitamente esaltante
in questa angosciosa consapevolezza
dell’effimera nonché unica esistenza
tra le mille altre disperse
nello spazio e nel tempo,
è il fissarsi su un fiore sbocciato
riempirsene gli occhi e il cuore
e lasciando lo sguardo scivolare al cielo
respirare forte
ma così forte da immergersi
nel moto dell’universo stesso
mentre crea nuovi attori e lascia indietro gli altri,
e indifferente al cambiamento pensare :
E’ il mio turno di essere. Adesso tocca a me!